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Alimentazione incontrollata

Disturbi psicologici > Disturbi dell'alimentazione

Conosciuto anche come Binge Eating Disorder (BED), il Disturbo da Alimentazione Incontrollata è caratterizzato da frequenti episodi di abbuffate compulsive senza successive condotte compensatorie. Durante la giornata, la persona sperimenta più volte l'impulso a mangiare qualcosa, perdendo il controllo sulla quantità e sulla qualità del cibo ingerito. L'aspetto principale del Binge Eating Disorder è dato dunque dalla presenza di molteplici abbuffate durante tutta la giornata e non di singoli episodi, come accade nella bulimia. Nei soggetti affetti da BED le abbuffate spesso continuano nell'arco di un'intera giornata e i giorni in cui avvengono le abbuffate possono essere intervallate da giorni in cui l'ingestione di cibo è quantitativamente normale. La diagnosi di BED, dunque, si ha quando le abbuffate si verificano almeno due giorni la settimana, a differenza della bulimia nervosa per la quale invece è richiesto un numero minimo di due episodi di abbuffate la settimana.
Con il termine abbuffata in caso di BED si indica una condizione definita da: 1) mangiare in un periodo di tempo circoscritto (per esempio nell'arco di due ore) una quantità di cibo indiscutibilmente maggiore di quella che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso periodo di tempo e in circostanze simili; 2) sensazione di perdere il controllo nell'atto di mangiare (ad esempio sentire di non potere smettere di mangiare o di non potere controllare cosa o quanto mangiare). Gli episodi di non controllo alimentare sono spesso associati con: assunzione troppo rapida del cibo; introduzione del cibo fino a sentirsi eccessivamente pieni ed anche senza fame; consumo del cibo da soli per la vergogna della quantità che si sta assumendo; senso di colpa e di disgusto intensi ed umore rabbioso o depresso.
I pazienti con disturbo da alimentazione incontrollata hanno un'incapacità generale di regolare la loro alimentazione sia durante che al di fuori delle abbuffate, durante i pasti mangiano di più rispetto ai soggetti che non compiono abbuffate e la durata dei pasti dei soggetti obesi con BED è significativamente maggiore di quella dei soggetti soltanto obesi. In sintesi i soggetti con BED mostrano un'alimentazione caotica con un elevato introito di cibo sia ai pasti che fuori pasto.
Occasionalmente possono essere riscontrati comportamenti compensatori (per esempio vomito auto-indotto, uso di lassativi e/o diuretici, digiuno o eccessivo esercizio fisico), ma tali condotte non sono utilizzate sistematicamente per controbilanciare le conseguenze delle abbuffate. A differenza dei soggetti buimici, infatti, le persone con BED non attribuiscono un'eccessiva importanza alla magrezza nella valutazione di se stessi. La maggior parte tende ad accettare un peso normale o leggermente al di sopra della norma, anche se riporta notevole insoddisfazione e disprezzo nei confronti del proprio corpo. Risultano quindi presenti eccessive preoccupazioni per il proprio aspetto fisico, così come problematiche sociali, noia, solitudine e tristezza.
Gli alimenti sono una sorta di valvola di sfogo per cercare di gestire ansia, rabbia e frustrazione, ma il consumo compulsivo determina un incremento maggiore di tali emozioni, altri disturbi psicologici come la depressione o i disturbi del sonno, l'aumento del peso corporeo, una serie di patologie fisiologicamente rischiose come l'obesità, il diabete o l'ipertensione arteriosa.
La dinamica che si crea è il continuo alternarsi di abbuffata-digiuno e di discontrollo-controllo, dove, in un circolo sempre più stretto e negativo, lo sforzo di astinenza dal cibo provoca la successiva perdita di controllo, al quale poi si tenta di rimediare nuovamente con del digiuno.
Il disturbo colpisce più le donne che gli uomini (il rapporto è di 3 a 2) e, a differenza della bulimia nervosa, i bianchi e gli afroamericani in eguale misura. L'insorgenza del comportamento alimentare incontrollato avviene di solito nella tarda adolescenza o all'inizio della terza decade. Le persone afflitte da tale disturbo presentano spesso situazioni di sovrappeso o di obesità e fluttuazioni di peso corporeo rilevanti (anche più di 10 chili in 3-4 settimane).


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