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Disturbi psicologici > Disturbi dell'umore
Il termine Depressione è entrato nel linguaggio comune per indicare una forte diminuzione dell'umore. In senso clinico però indica una sofferenza ben più grave, infatti si tratta di un disturbo caratterizzato da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, diminuiscono in maniera da lieve a grave il tono dell'umore, compromettendo il buon funzionamento della persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale. La depressione non è quindi un semplice abbassamento dell'umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno.
A seconda dei sintomi presenti si considerano diversi aspetti del disturbo, che hanno connessione con fattori individuali (condizioni fisiche, età, carattere), sociali e culturali. Gli aspetti considerati sono i seguenti.
Il disturbo può presentarsi come singolo episodio oppure in forma ricorrente. La gravità del disturbo dipende dalla frequenza degli episodi, dalla durata degli episodi e dalla gravità di ogni singolo episodio (depressione maggiore o minore). Talvolta è associato ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista, e quasi sempre si accompagna a deficit dell'attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica.
Il disturbo depressivo può avere diverse complicanze: la cronicizzazione del disturbo (molto frequente se il singolo episodio dura da oltre 2 anni senza remissione completa), il suicidio, l'abuso di alcol o si sostanze psicoattive, la presenza di un altro disturbo psichiatrico che può essere successivo alla depressione (demenza), oppure coesistente con la depressione (disturbo dell'alimentazione, disturbo di panico, disturbo ossessivo-compulsivo), oppure che può essersi risolto sfociando nella depressione (disturbo conversivo).
Il disturbo si presenta con più frequenza nel sesso femminile, sia in adolescenza che in età adulta. Può esordire ad ogni età, con un'età media di esordio intorno ai 25 anni. Spesso segue un grave e stressante evento per l'individuo, come ad esempio la morte di una persona cara. Nelle donne il postpartum e la menopausa possono costituire momenti di vita scatenanti.
Il tasso di malattia sembra non essere in relazione con l'etnia, l'educazione, il reddito o lo stato coniugale. Tuttavia è soggetto a familiarità: la presenza di depressione in famiglia aumenta di 2-3 volte il rischio di presentare un disturbo depressivo.
Inoltre dopo il primo episodio si ha il 50% di possibilità in più che si presenti nuovamente, dopo il secondo episodio la percentuale aumenta al 70% e dopo 3 episodi si arriva al 90% di possibilità che si ripresenti un nuovo episodio depressivo.