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Depressione

Disturbi psicologici > Disturbi dell'umore

Il termine Depressione è entrato nel linguaggio comune per indicare una forte diminuzione dell'umore. In senso clinico però indica una sofferenza ben più grave, infatti si tratta di un disturbo caratterizzato da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, diminuiscono in maniera da lieve a grave il tono dell'umore, compromettendo il buon funzionamento della persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale. La depressione non è quindi un semplice abbassamento dell'umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno.
A seconda dei sintomi presenti si considerano diversi aspetti del disturbo, che hanno connessione con fattori individuali (condizioni fisiche, età, carattere), sociali e culturali. Gli aspetti considerati sono i seguenti.

  • Aspetto emotivo-affettivo: il soggetto è triste, scoraggiato, abbattuto, si dispera, piange, si chiude in se stesso e soffre; non sempre sa di essere malato, ma si sente come se avesse una "morte interiore"; è caratterizzato da anedonia (incapacità di provare piacere), che si nota soprattutto nelle circostanze che prima lo rendevano felice, e da indifferenza per ciò che accade intorno e per le persone che gli stanno vicino, che si nota anche nelle espressioni del volto e nella gestualità; c'è inoltre un generale rallentamento e intorpidimento, con una frequente ma non fondamentale sensazione di ansia.
  • Aspetto cognitivo-percettivo: secondari al calo dell'umore si hanno disturbi cognitivi, delle prestazioni intellettuali, del pensiero, della memoria, della percezione sensoriale; il paziente si sente intontito e confuso; è caratterizzato da calo della concentrazione, anedonia, rallentamento del pensiero fino alla staticità caratteristica della depressione melanconica ("arresto temporale"); la persona ha scarsa autostima, si sente inadeguato, incapace, inferiore agli altri; c'è il pensiero della morte, sia come paura per problemi ipocondriaci, sia come tentativo di suicidio per smettere di soffrire; sono presenti allucinazioni uditive, dello schema corporeo, gustative, olfattive, in minor numero visive; nelle depressioni psicotiche si hanno idee deliranti gravi di colpa, persecuzione, rovina economica
  • Aspetto psicomotorio: caratterizzato da rallentamento fisico oltre che del pensiero; il paziente è inetto, resta a letto tutto il giorno, non si interessa della sua igiene personale, non parla, ha caratteristiche catatoniche come sguardo fisso e rallentamento dell'attività mimico-gestuale e verbale (anche se la mimica resta fissa su un'espressione sofferente, a differenza del parkinsoniano che ha una mimica inespressiva); in alcuni casi si ha un atteggiamento di agitazione psicomotoria con movimenti senza pace portati dall'ansia e dall'insofferenza.
  • Aspetto somato-vegetativo: la depressione causa sintomatologia somatica con alterazione dell'appetito per perdita del piacere alimentare e calo del peso corporeo (in alcuni casi si ha iperfagia e aumento del peso); astenia, affaticabilità, pesantezza psicofisica e torpore, disregolazione del ciclo sonno-veglia con insonnia caratterizzata da addormentamento ritardato, risvegli multipli notturni, risveglio precoce al mattino con sensazione di cattivo riposo; calo della libido e dell'efficienza sessuale; sintomi cardiovascolari come oppressione toracica e cardiopalmo; sintomi gastrointestinali come dispepsia e stipsi; sintomi urogenitali come disuria
  • Aspetto cronobiologico: i sintomi si ripetono con decorso oscillatorio circadiano e stagionale, si hanno picchi depressori al mattino (dovuti ad insonnia) e riduzione della sofferenza verso sera.

Il disturbo può presentarsi come singolo episodio oppure in forma ricorrente. La gravità del disturbo dipende dalla frequenza degli episodi, dalla durata degli episodi e dalla gravità di ogni singolo episodio (depressione maggiore o minore). Talvolta è associato ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista, e quasi sempre si accompagna a deficit dell'attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica.
Il disturbo depressivo può avere diverse complicanze: la cronicizzazione del disturbo (molto frequente se il singolo episodio dura da oltre 2 anni senza remissione completa), il suicidio, l'abuso di alcol o si sostanze psicoattive, la presenza di un altro disturbo psichiatrico che può essere successivo alla depressione (demenza), oppure coesistente con la depressione (disturbo dell'alimentazione, disturbo di panico, disturbo ossessivo-compulsivo), oppure che può essersi risolto sfociando nella depressione (disturbo conversivo).
Il disturbo si presenta con più frequenza nel sesso femminile, sia in adolescenza che in età adulta. Può esordire ad ogni età, con un'età media di esordio intorno ai 25 anni. Spesso segue un grave e stressante evento per l'individuo, come ad esempio la morte di una persona cara. Nelle donne il postpartum e la menopausa possono costituire momenti di vita scatenanti.
Il tasso di malattia sembra non essere in relazione con l'etnia, l'educazione, il reddito o lo stato coniugale. Tuttavia è soggetto a familiarità: la presenza di depressione in famiglia aumenta di 2-3 volte il rischio di presentare un disturbo depressivo.
Inoltre dopo il primo episodio si ha il 50% di possibilità in più che si presenti nuovamente, dopo il secondo episodio la percentuale aumenta al 70% e dopo 3 episodi si arriva al 90% di possibilità che si ripresenti un nuovo episodio depressivo.


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