La caratteristica clinica fondamentale dei Disturbi Dissociativi è la perdita della continuità dell'esperienza soggettiva. L'esperienza cosciente di sé è interrotta da ampie lacune amnesiche, da stati alterati di coscienza o da bruschi cambiamenti di condotta, di cui il soggetto a posteriori ricorda poco o nulla. A causa di tale alternanza, il soggetto ha l'impressione che il fondamentale senso di continuità e unità del sé sia minacciato, perduto o comunque alterato. L'aspetto centrale è la mancata integrazione delle funzioni cognitive come la percezione, coscienza, memoria o identità.
Le alterazioni possono essere transitorie o croniche, improvvise o graduali.
Sono compresi in questa categoria i seguenti disturbi.
- Disturbo Dissociativo dell'Identità (DDI). Precedentemente chiamato Disturbo da Personalità Multipla, è il disturbo dissociativo più clamoroso, seppure relativamente poco frequente. La sua caratteristica essenziale è la presenza di due o più distinte identità o stati di personalità che in modo ricorrente assumono il controllo del comportamento. Vi è incapacità di ricordare notizie personali importanti, troppo estesa per essere spiegata con una banale tendenza alla dimenticanza. Spesso le azioni, i pensieri e le emozioni della cosiddetta personalità secondaria sono molto differenti da quelli della personalità primaria. A volte questi cambiamenti di stile, di comportamento e di strategie di relazione sono accompagnati da disturbi e fenomeni particolari che possono far pensare ad un disturbo psicotico, come esperienze pseudo-allucinatorie o convinzioni simil-deliranti. Per questo motivo, questi soggetti vengono spesso trattati come se fossero schizofrenici o con un disturbo borderline di personalità, ma è anche vero che molti soggetti con disturbi simili lo sono realmente. In particolar modo, nel disturbo borderline di personalità sono frequenti episodi dissociativi.
- Fuga Dissociativa. È caratterizzata dall'allontanamento improvviso e inaspettato da casa o dall'abituale posto di lavoro, accompagnato dalla incapacità di ricordare il proprio passato e da confusione circa la propria identità personale, oppure dalla assunzione di una nuova identità. Durante questi episodi, che possono durare da poche ore ad alcuni giorni o mesi, il soggetto può apparire perplesso o disorientato, mostrando cioè segni di uno stato alterato di coscienza.
- Amnesia Dissociativa. Il soggetto presenta una incapacità di rievocare importanti notizie personali, che è usualmente di natura traumatica e stressogena, e che risulta anch'essa troppo estesa per essere spiegata con una normale tendenza a dimenticare. Spesso anche questa incapacità di rievocare un periodo della propria vita passata si verifica insieme a segni di un disturbo della coscienza: perplessità, disorientamento, derealizzazione. Può presentarsi anche in associazione al disturbo di depersonalizzazione.
- Disturbo di Depersonalizzazione. È caratterizzato dal sentimento persistente o ricorrente di essere staccato dal proprio corpo o dai propri processi mentali, mentre rimane buono il contatto con la realtà. La persona avverte all'improvviso un allarmante cambiamento nel sentimento generale della propria realtà e identità, espresso a livello di percezione, o della propria corporeità o dell'esperienza mentale (emotiva, di pensiero, di memoria o di volizione). Ci si può sentire cioè come un automa, oppure come se si vivesse in un sogno o in un film. Può esserci la sensazione di essere un osservatore esterno dei propri processi mentali, del proprio corpo o di parti di esso. Vari tipi di anestesia sensoriale, mancanza di reazioni affettive, e la sensazione di perdere il controllo delle proprie azioni sono spesso presenti.
- Disturbo Dissociativo Non Altrimenti Specificato. Probabilmente il più frequente tra i disturbi dissociativi, presenta una sintomatologia dissociativa che insufficiente per prospettare una delle diagnosi sopradescritte. Sono i casi in cui vi è, per esempio, solo derealizzazione, oppure le trance da possessione tipiche di certe culture, oppure singoli episodi di alterazione della coscienza o della memoria, ed altro ancora. Alcuni sintomi dissociativi sono presenti anche nel disturbo post-traumatico da stress o nei disturbi psicosomatici.
Da molte ricerche effettuate in questo campo, sembra che molti pazienti affetti da un disturbo dissociativo abbiano vissuto nella loro infanzia o nella prima adolescenza uno o più episodi traumatici di violenza, fisica, emotiva o sessuale. Se questo è spesso vero per i disturbi più gravi, è anche vero che non sempre tali eventi si verificano nella storia personale di questi pazienti. A volte, è possibile ricostruire una qualità particolare della relazione con le figure genitoriali nell'infanzia che sembra favorire la produzione spontanea di stati alterati di coscienza, cioè di dissociazione. Seppure in una piccola percentuale di casi, altre volte è possibile che siano in causa delle predisposizioni genetiche che sembrano facilitare la presenza di un disturbo dissociativo.