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Disturbi psicotici

Disturbi psicologici

In generale la denominazione Disturbi Psicotici si riferisce alla manifestazione di deliri e/o di allucinazioni rilevanti di qualsiasi tipo, al linguaggio disarticolato e/o al comportamento disorganizzato, bizzarro o catatonico e al distacco dalle emozioni e dagli avvenimenti propri ed altrui.
In specifico la caratteristica comune dei disturbi psicotici è la presenza di un allontanamento psicopatologico dall'ambiente che circonda la persona, e di difficoltà a progettare ed iniziare delle attività e a provare sentimenti ed emozioni nei confronti degli altri individui.
I disturbi psicotici sono evidenziati da forti alterazioni dell'equilibrio psicologico dovute alla lontananza dalla realtà esterna e ad intensi disturbi del pensiero. Loro principale caratteristica è la presenza di:

  • disturbi della forma del pensiero, ovvero alterazioni del flusso delle idee, fino alla loro incoerenza, e alterazione dei nessi associativi;
  • disturbi di contenuto del pensiero, ovvero deliri;
  • disturbi senso-percettivi, ovvero allucinazioni uditive, visive, olfattive, tattili, gustative.

Il quadro sintomatologico cambia in base alla persona ed al tempo, comunque presenta sempre sintomi tipici quali idee e convinzioni bizzarre, confusione mentale e scarsa logica, allucinazioni, espressioni linguistiche e frasi poco chiare e/o incoerenti e/o senza alcun senso, difficoltà di concentrazione e di memoria, cambiamenti o distacchi emotivi improvvisi e senza motivo e frequenti sbalzi di umore, cambiamenti improvvisi nel comportamento (ad esempio alternanza di eccessiva attività a totale passività) ed atteggiamenti comportamentali strani ed incoerenti.
La persona affetta da un disturbo psicotico non riesce più ad affrontare la vita sociale, affettiva, lavorativa, familiare a causa di pensieri fortemente disturbati, all'offuscamento dell'attenzione e della concentrazione, e all'affievolimento dell'iniziativa e del piacere di parlare e relazionarsi con gli altri e di fare e progettare attività in generale.
La prima volta in cui l'individuo mostra tali sintomi, che spesso non comprende o di cui non si rende conto, viene definito "primo episodio di psicosi". Esso è contraddistinto da sintomi molto intensi che possono indurre forte ansia, confusione, paura.
L'episodio psicotico si manifesta in tre fasi, la cui durata è soggettiva:
1) fase prodromica, con sintomi vaghi e scarsamente notabili e possibile presenza di mutamenti emotivi, percettivi e cognitivi;
2) fase acuta, con sintomi psicotici intensi e persistenti come allucinazioni, confusione cognitiva, deliri;
3) fase del recupero, un momento di possibile risoluzione dei sintomi attraverso un aiuto psicologico e farmacologico.
Solitamente i disturbi psicotici hanno inizio durante il periodo adolescenziale o nella prima età adulta e molto spesso sono il risultato di fattori psicologici, fisiologici e genetici, ma non sono ancora chiare le precise cause dietro all'insorgenza di tali disturbi.
Alcuni fattori possono innescare o influenzare un esordio psicotico:

  • utilizzo di sostanze psicoattive o l'astinenza da esse;
  • danni celebrali o malattie fisiche;
  • improvvisi eventi fortemente stressanti (psicosi reattiva).


Sono inclusi nella categoria dei disturbi psicotici le seguenti patologie psichiatriche.

  • Schizofrenia: caratterizzata dalla progressiva complicazione, della durata di almeno sei mesi, di varie funzioni psico-cognitive, sociali ed emotive, come la comparsa (per non meno di un mese) di deliri, allucinazioni, eloquio e comportamento grossolanamente disorganizzati, appiattimento dell'emotività, isolamento, catatonia, e dalla patologizzazione dell'ambito sociale con la graduale estraneazione ed isolamento nei confronti dell'ambiente e degli stimoli circostanti.
  • Disturbo Schizofreniforme: caratterizzato da una sintomatologia uguale a quella della schizofrenia tranne che per la durata. Infatti esso ha una durata tra uno e sei mesi. Inoltre spesso non vi è menomazione o compromissione dell'ambito personale, sociale, affettivo, lavorativo tipiche della schizofrenia.
  • Disturbo Schizoaffettivo: caratterizzato dalla concomitante comparsa di un episodio di alterazione dell'umore e di sintomi positivi psicotici della schizofrenia, il tutto preceduto o seguito da almeno due settimane di deliri o allucinazioni.
  • Disturbo Delirante: caratterizzato da almeno un mese di deliri non bizzarri in assenza di altri sintomi positivi della schizofrenia.
  • Disturbo Psicotico breve: caratterizzato da almeno un giorno, ma entro un mese, di sintomi positivi psicotici della Schizofrenia, ovvero deliri, allucinazioni, eloquio disorganizzato e/o comportamento disorganizzato o catatonico.




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