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Generalità

Disturbi psicologici > Disturbi dell'umore

Con la dicitura di Disturbi dell'Umore si designa la classe delle patologie che consistono in alterazioni o anomalie del tono dell'umore dell'individuo, di entità tale da causare alla persona problemi o disfunzioni persistenti o ripetute, oppure disagio marcato.
Ogni persona ha un proprio tono dell'umore che tende a manifestare con maggiore frequenza. Esso è il risultato in parte di una dotazione biologica di base (costituzione ereditaria), in parte delle modificazioni dovute all'ambiente di crescita e sviluppo (abitudine caratteriale). Oltre alla tipicità dell'umore di base del soggetto, sono considerate nella norma alcune oscillazioni periodiche in conseguenza degli avvenimenti di vita. Occorre distinguere tra l'oscillazione fisiologica del tono dell'umore e l'alterazione patologica, che invece va diagnosticata e trattata. I criteri che consentono di effettuare questa distinzione sono:

  • inadeguatezza della reazione affettiva agli eventi (ad esempio, ridere ad un funerale);
  • intensità dell'alterazione affettiva (numero e gravità dei sintomi presentati);
  • qualità dell'umore (a volte il paziente non si sente triste, ma si sente diverso, come se avesse interrotto la sua continuità esistenziale);
  • compromissione del funzionamento sociale e lavorativo.

L'individuo che è affetto da un disturbo dell'umore di solito mostra un umore sotto tono o eccessivamente su di giri per un periodo di tempo più o meno lungo (da qualche settimana ad anni), con conseguenza nell'andamento della vita quotidiana.


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