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Disturbi psicologici > Disturbi dell'alimentazione
L'Obesità è una malattia cronica determinata da un eccesso di massa grassa distribuita in maniera differente nei vari distretti corporei e nei diversi soggetti. Il parametro più semplice e più utilizzato per definire il grado di obesità è l'Indice di Massa Corporea (IMC o BMI, Body mass index) che si ricava dal rapporto tra il peso espresso in chilogrammi e l'altezza in metri al quadrato.
È ormai considerata da tutta la comunità scientifica una patologia pericolosa per l'uomo, non un semplice problema estetico. I rischi per la salute aumentano in modo significativo a causa dell'eccessivo accumulo adiposo, andando a interessare diversi distretti dell'organismo. Tale situazione può portare forti disagi anche personali, affettivi, sociali, familiari, lavorativi.
Per alcuni studiosi l'obesità è una condizione che si associa a malattia metaboliche, vascolari, oncologiche, per altri è concausa delle stesse. L'orientamento comune, comunque, è che al di sopra di un certo peso corporeo la si debba considerare una patologia cronica al pari del diabete e dell'ipertensione arteriosa. È da anni dimostrato che i soggetti obesi hanno un'aspettativa di vita qualitativa e quantitativa ridotta.
La prevalenza dell'obesità è in aumento in tutti i paesi occidentali, al punto da essere definita come una epidemia e da costituire uno dei maggiori problemi relativi alla salute psicofisica. Il fenomeno è purtroppo in continuo aumento anche tra i bambini.
Recenti studi hanno posto in evidenza che il principale problema non è tanto il calo di peso quanto il suo mantenimento nel tempo, e che oltre ai fattori fisiologici vanno presi in considerazione anche i fattori psicologici che ruotano intorno all'individuo obeso. Spesso, infatti, cause psicologiche possono indurre un soggetto a sviluppare abitudini alimentari sbagliate e successivamente, come conseguenza dei cambiamenti di peso dovuti a tali abitudini, possono insorgere seri problemi di tipo psichico.
L'ansia, la depressione, l'insicurezza e lo stress possono spingere la persona ad aumentare l'assunzione di cibo durante il giorno oltre il proprio fabbisogno calorico. Il cibo diventa come una sorta di valvola di sfogo, un elemento che allevia le sofferenze interne. A questo si aggiunge il progressivo calo dell'autostima a causa dei fallimenti dei tentativi di perder peso, della derisione ed isolamento sociale, delle difficoltà affettive.
Alcuni studi sostengono che l'individuo obeso sviluppi una vera e propria dipendenza da cibo, per molti aspetti simile ad altri tipi di dipendenza come ad esempio l'alcolismo.
La psicoterapia cognitivo comportamentale applicata ai pazienti obesi li aiuta ad apprendere delle strategie per modificare il proprio stile di vita. Oltre a chiarire con la persona obesa le motivazioni delle sue condotte alimentari errate, possiede un'importante componente educativa finalizzata ad insegnare il modo di alimentarsi e di svolgere attività fisica per poter perdere e mantenere il peso. L'approccio è completamente diverso dalla comune prescrizione dietologica (che poche volte riesce ad intaccare le abitudini comportamentali quotidiane delle persone affette da obesità) perché responsabilizza il soggetto a diventare un terapeuta del proprio problema di peso.
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